15 AGOSTO
ASSUNZIONE DELLA B.VERGINE MARIA
Cari fratelli e sorelle, nel cuore dell’estate celebriamo una vera Pasqua mariana: la Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. È una festa di luce, di gioia e soprattutto di speranza. Nella prima lettura abbiamo ascoltato queste parole: «Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle». Questa donna è Maria, ma in lei possiamo vedere anche l’immagine della Chiesa e di ogni credente che cammina verso Dio.
L’Assunzione ci ricorda una verità fondamentale: non siamo destinati al nulla, ma alla vita; non alla morte, ma alla risurrezione; non al vuoto, ma alla gloria di Dio. San Paolo ci dice che Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. E, come Cristo è risorto, anche noi siamo chiamati alla vita eterna. Maria è una di noi. È arrivata prima di noi là dove anche noi siamo chiamati ad arrivare. Per questo oggi guardiamo a lei con speranza. Maria è come una luce che ci indica la strada verso il cielo.
Ma il Vangelo ci mostra qualcosa di molto importante. Quando Maria riceve la grande chiamata di Dio, non rimane chiusa in se stessa. Va subito da Elisabetta. Porta Gesù dentro di sé e porta anche gioia, consolazione e servizio. Maria canta: «L’anima mia magnifica il Signore». Il Magnificat ci rivela il cuore di Maria: un cuore umile, riconoscente, generoso e completamente aperto al progetto di Dio. Lei è beata perché ha creduto. Questa è anche la nostra strada. La fede non significa soltanto pregare quando abbiamo bisogno di qualcosa. Significa fidarci di Dio, accogliere il suo progetto e vivere secondo i suoi valori, anche quando non comprendiamo tutto.
L’Assunzione ci insegna anche a guardare la nostra vita con occhi nuovi. Dio non dimentica nulla di ciò che facciamo per amore. Egli vede le nostre fatiche, le nostre lacrime, le nostre sofferenze e ogni piccolo gesto di bontà. Niente di ciò che è vissuto nell’amore è perduto davanti a Dio. Per questo, cari fratelli e sorelle, quando attraversiamo momenti difficili, non fermiamoci soltanto a ciò che vediamo. Guardiamo oltre. Maria ci dice: la sofferenza non è l’ultima parola; la morte non è l’ultima parola. L’ultima parola è la vita.
Affidiamoci dunque a Maria con semplicità: nella preghiera, nel Rosario, nella partecipazione alla Santa Messa e soprattutto imitando la sua vita. Impariamo da lei a credere, a servire, ad amare e ad accogliere la volontà di Dio. Maria Assunta è già nella gloria, ma continua a camminare con noi come Madre. Lei conosce la strada, perché ha portato nel suo grembo Gesù, che è «la Via, la Verità e la Vita».
Oggi chiediamo a Maria di accompagnarci nel nostro cammino terreno e di aiutarci a vivere con lo sguardo rivolto al cielo. Maria Assunta, Madre nostra, aumenta la nostra fede, rafforza la nostra speranza e insegnaci ad amare come hai amato tu. E quando arriverà il momento del nostro ultimo viaggio, possiamo vivere non con paura, ma con fiducia, sapendo che siamo chiamati alla casa del Padre. Amen
don Titus







