1 NOVEMBRE
OGNISSANTI
Cari fratelli e sorelle, oggi celebriamo una festa bellissima: la Solennità di Tutti i Santi. È la festa di tutti coloro che hanno vissuto nella fedeltà a Dio e ora partecipano alla gioia eterna del cielo. Ricordiamo non soltanto i santi che conosciamo e che la Chiesa venera ufficialmente, ma anche quella moltitudine di uomini e donne che hanno vissuto nell'amore, spesso senza essere conosciuti dal mondo.
La prima lettura, tratta dal libro dell'Apocalisse, ci presenta una moltitudine immensa, proveniente da ogni nazione, popolo e lingua, riunita davanti al trono di Dio. È un'immagine meravigliosa, perché ci ricorda che la santità non è riservata a pochi privilegiati: Dio chiama tutti noi a diventare santi. Anche la seconda lettura, dalla prima lettera di san Giovanni, ci ricorda che siamo figli di Dio e che un giorno saremo simili a Lui. Questa è la nostra speranza e la nostra meta.
Ma che cosa significa essere santi? Non significa essere perfetti o non commettere mai errori. Significa accogliere l'amore di Dio e lasciarsi trasformare da Lui. Nel Vangelo di oggi, Gesù ci indica la strada della santità attraverso le Beatitudini: essere poveri in spirito, miti, misericordiosi, operatori di pace e capaci di amare anche nelle difficoltà. La santità comincia proprio nella vita quotidiana, nelle nostre famiglie, nel lavoro e nelle nostre relazioni.
Nella Chiesa conosciamo tanti santi: san Giuseppe, san Francesco d'Assisi, sant'Antonio, santa Teresa di Calcutta e tanti altri. Ma possiamo domandarci: Dio non può fare tutto da solo?... Certamente! Dio non ha bisogno dei santi per ascoltare le nostre preghiere. Allora perché ci rivolgiamo a loro? Perché sono nostri fratelli e sorelle nella fede. Chiediamo loro di pregare per noi, proprio come chiediamo a una persona cara di pregare per noi. Non prendono il posto di Dio, ma ci aiutano ad avvicinarci a Lui.
E ognuno di noi porta un nome. Ma conosciamo davvero il santo di cui portiamo il nome? Sappiamo come ha vissuto e come ha amato il Signore? Cerchiamo di imitarlo? Il nostro nome può diventare un invito a conoscere la sua vita e a seguire il suo esempio. Ma non basta portare il nome di un santo: siamo chiamati a vivere da santi. E soprattutto, non siamo chiamati semplicemente a diventare come il santo di cui portiamo il nome: siamo chiamati a diventare come Gesù!
Cari fratelli e sorelle, il cielo è la nostra meta e la santità è la vocazione di ogni cristiano. Allora chiediamoci: io sono santo? Sto vivendo la chiamata alla santità? Essere santi non significa non cadere mai, ma rialzarsi, chiedere perdono e ricominciare con il Signore. Chiediamo al Signore di aiutarci a essere cristiani non soltanto di nome, ma anche di vita. E chiediamo a Maria, Regina di tutti i Santi, di accompagnarci nel cammino, affinché un giorno possiamo partecipare anche noi alla gioia eterna del cielo. Amen.
don Titus







