8 NOVEMBRE
NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL’UNIVERSO
Fratelli e sorelle, oggi celebriamo Cristo Re dell’Universo. Ma davanti a questa festa nasce una domanda: che cosa significa davvero essere re? Spesso pensiamo al potere, alla forza, al comando, a qualcuno che sta sopra gli altri. Gesù, invece, ci mostra un volto completamente diverso della regalità: non è venuto per dominare, ma per amare; non per farsi servire, ma per servire; non per conquistare territori, ma per conquistare i cuori. Ed è proprio questo il Regno che oggi siamo chiamati ad accogliere e a testimoniare.
Tutti, in qualche modo, desideriamo regnare. Desideriamo avere il controllo della nostra vita, essere ascoltati, rispettati, riconosciuti. A volte vorremmo persino avere il potere di cambiare gli altri, di farli ragionare, di ottenere da loro ciò che desideriamo. Ma oggi il Vangelo ci presenta un Re completamente diverso: Gesù Cristo.
Davanti a Pilato, Gesù è un uomo senza eserciti, senza ricchezze, senza potere politico. È prigioniero, viene interrogato e sta per essere condannato. Eppure, proprio in quel momento, rivela la sua vera regalità. Dice: «Il mio regno non è di questo mondo». Non perché il suo Regno sia lontano dalla nostra vita, ma perché non segue la logica di questo mondo. Il mondo spesso regna con la forza, con la paura e con il dominio. Gesù, invece, regna con l’amore, la verità e il dono di sé.
La prima lettura ci offre una chiave importante. Davide desidera costruire una casa per Dio, ma Dio gli fa comprendere che sarà Lui a costruire una casa per Davide. È un messaggio anche per noi: pensiamo spesso di dover fare tutto, controllare tutto, sostenere tutto con le nostre forze. Ma la nostra vita non si fonda soltanto su ciò che riusciamo a costruire. Si fonda soprattutto sulla fedeltà di Dio, che non ci abbandona e continua a prendersi cura di noi.
San Paolo ci ricorda che siamo stati trasferiti nel Regno del Figlio del suo amore. Ecco il centro della nostra fede: appartenere a un Regno dove non si domina, ma si ama; non si schiaccia l'altro, ma lo si rialza; non si cerca di essere serviti, ma si impara a servire.
E allora questa festa ci pone una domanda molto concreta: Gesù è davvero il Re della nostra vita? Non basta chiamarlo Signore con le parole. Bisogna lasciarlo regnare nelle nostre scelte, nei nostri rapporti, nelle nostre famiglie, nel modo in cui trattiamo le persone. Pensiamo a una famiglia: chi è davvero grande? Non è chi impone sempre la propria volontà, chi pretende di avere ragione o chi alza di più la voce. È chi sa ascoltare, perdonare, prendersi cura. Pensiamo alle nostre relazioni: possiamo ottenere rispetto attraverso la paura, ma non possiamo conquistare un cuore con la forza. Un cuore si apre soltanto quando incontra un amore sincero.
Ecco la regalità che Gesù ci insegna: non avere potere sui cuori degli altri, ma conquistare un posto nei loro cuori attraverso l'amore. Questo non significa essere deboli o accettare le ingiustizie. Significa avere la forza di amare senza umiliare, di dire la verità senza ferire, di correggere senza distruggere, di perdonare senza coltivare vendetta.
Fratelli e sorelle, alla fine della nostra vita non conteranno i titoli, il prestigio, le ricchezze o il potere che abbiamo accumulato. Resterà l'amore che avremo donato, il bene che avremo seminato, le persone che avremo aiutato a rialzarsi. Chiediamo oggi a Cristo Re di entrare nei nostri cuori e di trasformarli. Che non regnino in noi l'orgoglio, la rabbia, l'invidia e il desiderio di comandare, ma la sua misericordia, la sua verità e il suo amore. Perché il mondo non ha bisogno di persone che vogliono dominare gli altri. Ha bisogno di uomini e donne che sappiano amare. E quando lasciamo regnare Cristo nella nostra vita, anche noi diventiamo testimoni del suo Regno. Amen.
don Titus







