2 AGOSTO
X DOMENICA DOPO PENTECOSTE
Carissimi fratelli e sorelle, in questi giorni d'estate molti sono in vacanza. Alcuni sono partiti per qualche giorno di riposo, altri sono rimasti nelle proprie case, altri sono tornati nei paesi d'origine per rivedere la famiglia. E oggi voi avete scelto di essere qui, nella casa del Signore. Ovunque ci troviamo, il Signore continua a cercarci e a parlarci. Anche il tempo delle vacanze può diventare un tempo di grazia, perché ci permette di rallentare il passo, di ascoltare meglio la voce di Dio e di riscoprire ciò che conta davvero. Le letture di questa X Domenica dopo Pentecoste ci invitano proprio a questo: guardare meno alle apparenze e più al cuore, perché Dio vede ciò che spesso noi non vediamo.
Nella prima lettura, il re Salomone dedica il Tempio di Gerusalemme. È un momento di gioia per tutto il popolo. Ma proprio mentre contempla quel magnifico edificio, Salomone riconosce con umiltà che Dio è infinitamente più grande: nessun tempio può contenerlo. Il Tempio è il segno della presenza del Signore, ma non può imprigionare Dio. Questa parola è importante anche per noi. Venire in chiesa è essenziale, perché qui incontriamo Cristo nella sua Parola e nell'Eucaristia. Ma il Signore desidera anche abitare nella nostra vita quotidiana, nelle nostre famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle relazioni, nelle scelte di ogni giorno. La vera dimora di Dio è il cuore che gli apre la porta. Anche una casa semplice, una stanza d'ospedale, una camera di una casa di riposo o una famiglia riunita attorno alla tavola possono diventare un tempio, se vi regnano la fede, l'amore e la preghiera.
San Paolo, nella seconda lettura, fa un passo ancora più avanti e ci dice: «Voi siete il tempio di Dio.» Non siamo semplicemente persone che entrano in una chiesa; siamo noi stessi la casa nella quale Dio desidera abitare. Però un edificio ha bisogno di fondamenta solide. Paolo ci ricorda che l'unico fondamento è Gesù Cristo. Tutto il resto passa. Costruiamo bene quando scegliamo la verità invece della menzogna, il perdono invece del rancore, il servizio invece dell'egoismo, la pazienza invece della fretta. Tante volte pensiamo che la santità consista nel fare cose straordinarie. In realtà, la santità nasce dalla fedeltà nelle piccole cose vissute con amore. Ogni gesto buono aggiunge una pietra a quel tempio spirituale che il Signore costruisce in noi.
Il Vangelo ci presenta una scena che potrebbe facilmente passare inosservata. Gesù non guarda il grande Tempio, ma osserva le persone. I ricchi fanno offerte abbondanti; una povera vedova deposita soltanto due monetine. Per tutti è un gesto insignificante; per Gesù è il dono più grande. Perché? Perché quella donna offre tutto ciò che possiede. Non dona ciò che le avanza, ma affida tutta la sua vita al Signore. Questa è la vera fede: fidarsi di Dio anche quando si ha poco. Poco prima Gesù aveva denunciato gli scribi, che cercavano gli onori e l'ammirazione della gente. La vedova, invece, non cerca di essere vista. Vive una fede silenziosa, umile e sincera. Il Signore non guarda la quantità delle nostre offerte, ma la qualità del nostro amore. Anche oggi possiamo cadere nella tentazione di curare l'immagine, di voler apparire buoni davanti agli altri. Gesù ci insegna che il Padre vede ciò che è nascosto nel cuore. Lì nasce la vera pietà, quella che si traduce in fiducia, generosità e amore concreto.
Fratelli e sorelle, la Parola di oggi ci lascia alcune domande molto semplici. Su quale fondamento stiamo costruendo la nostra vita? Che posto occupa davvero Dio nelle nostre giornate? Offriamo al Signore soltanto il tempo che ci avanza oppure gli consegniamo anche le nostre preoccupazioni, le nostre speranze e le nostre fragilità? E ancora: sappiamo riconoscere il valore delle piccole cose? Mentre continuiamo il nostro cammino estivo, chiediamo al Signore la grazia di avere il cuore della vedova del Vangelo: un cuore povero, libero, capace di fidarsi totalmente di Dio. Così diventeremo davvero il suo tempio vivente e la nostra vita, anche nelle cose più semplici, renderà visibile la sua presenza nel mondo. Amen
don Titus




